Internet, la banda larga è un diritto dei cittadini

banda larga

Non solo intrattenimento, informazione o socializzazione: Internet è parte sempre più integrante delle nostre vite, anche dal punto di vista imprenditoriale ed economico. Ecco perché continua il dibattito sul riconoscimento del diritto ad avere accesso alla Rete, che nelle scorse settimane ha ottenuto un nuovo importante punto a favore con la decisione dell’Agcom.

Diritto a Internet in Italia

Proprio di recente, infatti, l’Autorità Garante delle Comunicazioni in Italia, dopo una consultazione con tutti gli attori del mercato, ha pubblicato una delibera destinata a cambiare la percezione dell’accesso a Internet nel nostro Paese, e che dovrebbe rappresentare un primo importante passo istituzionale verso il riconoscimento per tutti i cittadini ad avere a disposizione un accesso alla Rete a banda larga, seguendo l’esempio di altri Paesi europei.

La delibera dell’Agcom

In dettaglio, l’Agcom ha inserito la banda larga ad almeno 2 Megabit nell’elenco dei cosiddetti “servizi universali”, ovvero quelli che non possono essere negati a nessun cittadino, accanto ad acqua, gas e alla tradizionale linea telefonica. In realtà, questa mossa ha incontrato sì il parere favorevole delle associazioni di consumatori, ma anche l’opposizione di alcuni operatori, e bisognerà attendere un intervento del ministero dello Sviluppo economico affinché dalle intenzioni si passi realmente all’obbligo di copertura verso gli operatori.

La situazione in Europa

In termini burocratici, la posizione dell’Agcom fa leva comunque sul diritto comunitario e segue la scia di altri Paesi europei, e in particolare degli otto Stati (compresa la Spagna) che hanno legiferato in questa direzione e del Regno Unito, che a breve dovrebbe introdurre il diritto per i cittadini ad avere coperture ad almeno 10 Mega al secondo. A convincere l’Autorità nazionale è stata l’analisi del contesto italiano, in cui circa la metà delle famiglie utilizza una velocità di accesso a Internet almeno pari a 2 Mbps, mentre nell’80% dei casi le connessioni a banda larga includono una velocità almeno pari a 2 Mbps.

Il problema infrastrutturale in Italia

Ovviamente, questa soglia è puramente indicativa ed è destinata ad aumentare nei prossimi anni, insieme alla diffusione della copertura del territorio italiano. Attualmente, si stima che circa 2 milioni di nostri concittadini non abbiano ancora la possibilità di accedere alla banda larga, ma ancora più critica è la questione della “copertura reale”: in molti casi, infatti, la copertura che risulta “sulla carta” non garantisce la possibilità di attivare concretamente il servizio, soprattutto in alcune zone periferiche o in piccoli Comuni, a causa dell’arretratezza delle infrastrutture.

Più banda larga per tutti

L’Agcom quindi intende agire contro il digital divide che rischia di permanere anche al completamento dell’ambizioso piano nazionale governativo di copertura del Paese con fibra ottica, proprio a causa dei problemi sulla rete infrastrutturale. Anche per questo, l’Autorità delle Comunicazioni prevede di regolare l’obbligo di accesso a Internet con una connessione adeguata attraverso tutte le tecnologie attualmente disponibili in Italia.

Il supporto delle tecnologie e degli operatori

Non solo, dunque, Adsl o connessione satellitare, ma anche la interessante opzione della fixed wireless broadband, la tecnologia su cui ha puntato ad esempio Eolo, azienda lombarda che è diventata il principale operatore alternativo a Telecom Italia grazie alle sue offerte Internet wifi, che hanno il grande vantaggio (e merito) di coprire anche le zone più difficoltose dello Stivale, piccoli centri e periferie incluse, con connessioni ad alta velocità.

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