Novartis porta la Colombia in tribunale

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Un colosso farmaceutico contro un Paese sudamericano. Cosa sta succedendo tra la Novartis e la Colombia? Proviamo a riassumerlo per capire meglio gli avvenimento recenti.

Novartis trascina la Colombia in tribunale

La Colombia si prepara a dare vita a un farmaco generico contro la leucemia. Ecco però che arriva la citazione in giudizio da parte della grande casa farmaceutica Novartis che vede nel nuovo prodotto il suo Glivec. Il farmaco made in Novartis quando venne immesso sul mercato, circa 15 anni fa, è stato definito “un’arma micidiale contro la malattia”. Il Paese sudamericano che conta numeri molto elevati di malati e decessi legati alla leucemia, tra il 2008 e il 2014, ha pagato alla Novartis 124 milioni di dollari per fornire gratuitamente questa terapia ai suoi cittadini malati.

I numeri della leucemia in Colombia

Ogni anno nel Paese sudamericano 30 mila persone muoiono di leucemia. Oggi i malati colombiano sono a quota 200 mila. Il Glivec è uno dei farmaci più efficaci per contrastare questa grave patologia ma ha un costo molto elevato: 20mila dollari l’anno per singolo paziente. È per questa ragione che il Governo colombiano non solo ha dichiarato il medicinale “di interesse pubblico”, abbassandone il prezzo del 44 per cento, ma ha incaricato un team di ricercatori di riprodurne uno generico capace di ricalcarne le caratteristiche.

Il no di Basilea

Ma la multinazionale svizzera non ci sta e si affida ai suoi avvocati che hanno denunciato da parte della Colombia una violazione degli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio sulla proprietà intellettuale. La svizzera, però, non è sola nel far pressioni sul Governo di Bogotà. In questo processo infatti è affiancata dagli Stati Uniti. Berna ha già dichiarato che ostacolerà con tutti i mezzi possibili il progetto colombiano e potrebbe opporsi alla candidatura del Paese sudamericano all’Ocse. A oggi Bogotà non ha, però, ancora accordato la licenza obbligatoria all’azienda farmaceutica locale che dovrebbe produrlo.

Cos’è la leucemia

La leucemia è una patologia tumorale che colpisce le cellule del sangue (globuli rossi, bianchi e piastrine). Nei soggetti affetti da questa malattia, il midollo osseo che le produce si trova ad aumentarne il numero prodotto impedendone il normale sviluppo nel sangue e il normale ciclo di vita. Per questa ragione uno dei primi segnali d’allarme nella diagnosi della patologia è, ad esempio, il manifestarsi nel corso di normali analisi del sangue di globuli bianchi alti, anche se – è bene precisarlo – come spiega il portale AlMeglio.it non sempre questo fenomeno diventa indice certo di leucemia.

Una malattia che colpisce soprattutto i più piccoli

Queste forme di tumore colpiscono con maggiore frequenza i bambini rispetto agli adulti, tanto che le leucemie acute rappresentano proprio la forma più diffusa di tumori infantili (il 25 per cento dei casi). In particolare, come emerge dal sito dell’Airc, “la leucemia linfoblastica acuta rappresenta l’80 per cento di tutte le leucemie diagnosticate in bambini fino a 14 anni, mentre quella mieloide acuta rappresenta il 13 per cento”. Diverso il caso, invece, delle leucemie croniche che insorgono con maggiore frequenza in età adulta. I dati italiani, ad esempio, rilevano che ogni anno vengono diagnosticati circa 15 nuovi casi ogni 100.000 persone (approfondendo il genere emerge che il dato passa a 16,9 casi ogni 100.000 uomini e 12,8 ogni 100.000 donne). Complessivamente si tratta di: circa  4.700 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e poco meno di 3.400 tra le donne. Le tipologie più diffuse, secondo l’analisi dei dati diffusi dall’Associazione Italiana Registri Tumori, sono la leucemia linfatica cronica (33,5 per cento del totale), quella mieloide acuta (26,4 per cento), la mieloide cronica (14,1 per cento) e la linfatica acuta (9,5 per cento).

 

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